INTER, ADDIO AI BOYS. UN SOLO STRISCIONE IN CURVA NORD DOPO 53 ANNI
12-12-2022 17:45 - News Generiche
Si chiude una storia nata nel 1969: via le sigle dei gruppi ultrà, una sola bandiera per coinvolgere anche il tifo più moderato.
Finisce una storia lunga 53 anni e ne inizia un'altra. Nel 2023, già da Inter-Napoli del 4 gennaio, scompariranno dal secondo anello verde del Meazza gli striscioni storici del tifo organizzato interista. Non ci saranno più i Boys, nati nel 1969, il gruppo ultrà più vecchio d'Italia dopo lo scioglimento della Fossa dei Leoni milanista (fondata nel 1968). E non ci saranno più Ultras, Viking, Brianza e Irriducibili. Sarà solo Curva Nord Milano 1969, uno striscione lungo 110 metri.
Il motto è “Andare avanti, andare oltre, essere uniti” con un'unica anima, solamente calcistica.
Un nuovo corso per coinvolgere anche il tifo più moderato, un cambio di rotta che archivia un pezzo di storia del mondo ultrà e di sottoculture giovanili, sconfinato nel costume con figure da cinema come “Sandrino il mazzolatore”, capo dei Boys e nemico del Ras della Fossa (Diego Abatantuono) in “Eccezzziunale… veramente” con la mitica scena del faccia a faccia dopo un derby alla stazione della metropolitana di Amendola Fiera. Non ci saranno più i Boys protagonisti di tutto l'inizio del film di Bruno Corbucci “Delitto a Porta Romana” con Tomas Milian e Bombolo.LA POLITICA E GLI ANNI BUI— Da mezzo secolo lassù ai “popolari”, scoperti e senza seggiolini, chiamati poi secondo anello dopo la costruzione del terzo e della copertura per il Mondiale di Italia 90. Negli anni 70 in rettilineo, con lo striscione “Boys le furie nerazzurre” poi in curva. Sempre presenti.
Negli anni di piombo con una chiara connotazione politica di estrema destra, divennero i Boys San (Squadre d'azione nerazzurre) ed erano il gruppo da stadio di Gilberto Cavallini, terrorista dei Nuclei Armati Rivoluzionari.
Con un derby violento, da bollino rosso perché la Fossa dei Leoni milanista era politicamente orientata a sinistra.
PANINARI— Negli anni 80 i Boys e la curva interista sono diventati la casa dei paninari, movimento giovanile di destra ma senza estremismi, nel periodo delle trasferte di massa con i treni speciali e le colonne interminabili di pullman. In migliaia in giro per l'Italia e per l'Europa guidati dai capi, gli eroi sporchi della strada, quelli che comandavano anche sui marciapiedi dei quartieri più popolari di Milano.
Uno solo urlava “Chi siamo noi?” e tutti rispondevano “I Boys!” in un boato collettivo che faceva tremare i gradoni degli stadi.
Su loro sono stati scritti libri, hanno anche riempito le pagine di cronaca nera con risse e accoltellamenti. Eppure molti dei ragazzi milanesi dell'Inter hanno orgogliosamente visto almeno una partita nei Boys, nel cuore del tifo nerazzurro. Dal comico Pucci all'attrice Matilde Gioli, da ragazza nelle “Monelle”.
Era uno di loro anche il cantautore Franco Califano, in campo nei primi anni 80 a sancire il gemellaggio con gli ultrà della Sampdoria.
TRASVERSALI— Ce n'erano, e ce ne sono, di tutte le classi sociali dietro a quegli striscioni che non ci saranno più. La Curva Nord volta pagina dopo l'assassinio di Vittorio Boiocchi, pregiudicato e figura di riferimento del gruppo, ucciso sotto casa lo scorso 29 ottobre.
Per alcuni anni accanto allo striscione Boys ne comparve un altro, ancora più lungo: “Siamo solo noi”. Ovvero, una generazione di sconvolti, come diceva la canzone di Vasco.
AMATI E ODIATI— I Boys, amati e odiati, con una vita tormentata da ultrà italiani. Con le incredibili coreo, con un impegno solidale per i terremotati a L'Aquila, con tante iniziative per i più bisognosi. Oppure i Boys cattivi. Fascisti, picchiatori e affaristi da stadio. Ieri i Boys, oggi la Curva Nord Milano: comunque una storia.
Fonte: Giorgio Specchia - La Gazzettta dello Sport
LA NORD INTERISTA: "UN UNICO SIMBOLO, E' L'INIZIO DI UNA NUOVA ERA"
Il comunicato. I gruppi della Curva Nord si sono sciolti per confluire sotto un unico vessillo. Le parole del direttivo. Ecco il comunicato dei gruppi della curva interista:
"L'inizio di una nuova era, un'unica bandiera che rappresenterà tutti noi e la nostra identità fin dalle origini: "CURVA NORD MILANO 1969".
A partire dalla gara interna col Napoli tutti i gruppi di prima transenna si presenteranno dietro tale striscione; ogni gruppo rimarrà al suo "posto" ma sotto un unico emblema. È tempo di guardare al futuro e ripartire, anche perché il passato di chi ha scritto pagine di storia della Nord verrà sempre ricordato e nulla verrà dimenticato.
Tale cambiamento arriva dopo lunghe riflessioni in questo mese e mezzo senza campionato, dove tutti i gruppi che fanno parte della Nord hanno aderito per un obiettivo comune: cambiamento che dovrà saldare i nostri ranghi, coinvolgere più gente possibile in questo "nuovo" corso.
Il tempo degli equivoci e incomprensioni mettiamocelo alle spalle, che il nostro spirito battagliero sia di ispirazione a tutti i frequentatori della Nord compresi anche quelli più moderati e scettici. Il tempo delle chiacchiere è finito, servono voglia, coraggio, passione e tanto amore per l'Inter, per far sì che torni a risplendere la nostra amata Curva Nord. Uniti, fieri e mai domi, avanti Curva Nord!".
Fonte: Gazzetta dello Sport
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